Byblos

pubblicato in: Milano Fashion Week | 0
Sono le 14:20 e ci rechiamo al Castello Sforzesco dove, alle 15:00, si sarebbe tenuta la sfilata di Byblos Milano.
Fortunatamente il Castello non dista molto dal Palazzo delle Stelline, quindi riusciamo a raggiungere facilmente la nostra meta.
In uno dei cortili principali del Castello è allestita una grande tendostruttura, nella quale si sarebbe svolta la sfilata.
Le due entrate principali sono gremite di file di persone, molte delle quali comprendono famose top model
(tra cui Nadege du Bospertus), attrici (G.Bevilacqua di Distretto di polizia), attori e bloggers, tutti con accrediti per la sfilata.
I bodyguard vigilano come falchi in agguato, accertandosi che gli invitati abbiano i pass per entrare. Noi non avevamo l’accredito per Byblos Milano, in quanto non avevamo fatto a tempo nel contattare l’area press contact dell’azienda, tuttavia avendo conosciuto una blogger giorni prima a Milano, siamo riuscite ad “imbucarci” all’evento.
Potete immaginare il nostro stupore e la nostra gioia una volta entrate nella tendostruttura!
Ci accomodiamo all’interno, posizionandoci nell’area press e, da fashion editor, comincio ad osservare la passerella.
Ecco che calano le luci: parte il soundtrack e inizia la sfilata! Gli abiti della pre-collezione autunno/inverno 2012/2013 di Byblos Milano non seguono i canoni tradizionali:
le linee dei vari modelli non scivolano sul corpo, ma sono costruite su di esso come a proteggerlo. Si assiste ad una reinterpretazione nella moda del “trompe d’oeil” (dall’antica tecnica pittorica)
attraverso cui gli abiti “ingannano l’occhio” grazie a particolari costruzioni (nei cappotti in particolare) e gioco dei tagli.
Una vera e propria sfilata futuristica! Pull e maglie over size  creano effetti tridimensionali, con cunei sul decoleté, in tessuto differente a quello della maglieria, o con particolare lavorazione  jacquard.
I pantaloni seguono il taglio a palazzo o scivolano comodamente sul ginocchio, riprendendo un elemento del “classic code”, ovvero la vita alta.
I cappotti cadono dritti seguendo un andatura geometrica ed arrivano quasi tutti in vita (fatta eccezione per qualcuno più avvitato e più lungo).
La lavorazione dei materiali diventa protagonista assoluta: applicazioni a caldo senza cuciture e pelle che subisce un trattamento che la rende
lucida e bombata,donano all’intera collezione un aspetto high-tech chic. Gli accostamenti cromatici, invece, si aprono a nuovi orizzonti:
si spazia dalle tonalità naturali come il rosa cipria, il sabbia e il beige con il classico bianco e nero, al total white e total black, spezzato da dettagli fluo
( turchese, fucsia, giallo). Colori fluo soprattutto negli accessori: borse dai toni accesi che spezzano gli accostamenti
monocromi degli abiti, cinture con inserti fluo e guanti in latex fluo o nudo, per creare un effetto translucido.

 

 

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