GREEN WAY

pubblicato in: Trend, Wardrobe | 0
La sostenibilità ambientale, ossia la Green Way, è un argomento che negli ultimi anni fa tanto parlare e coinvolge tutti noi.
Basti pensare al riconoscimento GREEN CARPET FASHION AWARDS che ha premiato le case di moda con il maggior impegno nella sostenibilità ambientale in contrapposizione al fenomeno tanto seguito nel settore del fast fashion chiamato GREEN WASHING
( “ecologismo di facciata”, indica la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti ).
Oltre al mondo della moda, è coinvolto il settore della cosmesi dove viene abbattuto l’utilizzo del mono uso,
con l’utilizzo di dischetti in bamboo e di tools per la skin-care più articolata.
La sostenibilità ci lega ad un meccanismo intrinseco di consumismo adottato da aziende che,
producono prodotti “sostenibili” non certificando realmente la materia prima,
utilizzando CO2 per la produzione, e più importante tra tutti i fattori, impiegando personale per la produzione non adeguatamente retribuito.
Sono molti i fattori da considerare per ritenere un brand sostenibile tra cui quelli esposti precedentemente.
Individualmente i brand biologici certificati sono sostenibili, ragion per cui questo settore non ha subito un calo ma anzi un aumento della “concorrenza” restando però ricco di caratteristiche uniche nel suo genere; per questo spesso, molti consumatori preferiscono prodotti biologici certificati e non brand che si adattano a queste filosofie per uniformarsi al consumatore medio. Sono diverse le caratteristiche che consideriamo nel caso ci si voglia approcciare alla sostenibilità senza cadere in trappole consumistiche, infatti alcuni di questi brand fanno di questa filosofia una vera e propria mission che si rispecchia sia nelle metarie sia nel packaging, talvolta producendo prodotti ZERO WASTE.
Alcuni di questi sono buste della spesa riutilizzabili, per abbattere il cosumo di plastica e il relativo impatto ambientale ( Lush, H&M… ); acquisto di frutta e verdura sfusa ( pratica che l’italia utilizza da sempre, tra cui agrumepuro.com ); acquisto di acqua in bottiglia in vetro o se nel caso i costi sono eccessivi almeno smaltirli in modo corretto e piegandole in orizzontale ( ne faciliterà lo smaltimento come la policy di levissima.it ); altro utilizzo di materiali di scarto, rifiuti è stato progettato dal brand Aquafil,
che ha dato vita al sistema di rigenerazione econyl che permette la rigenerazione dei rifiuto del materiale per produzione di tappeti e prodotti di moda; l’utilizzo di prodotti make-up, skin-care e hair-care eco-sostenibili abbattendo i costi del packaging con l’utilizzo di materiale certificato ( come puroBio, Officinanaturae, Lush, parentesiBio ), ciò interessa anche il settore della cura della persona proponendo dei prodotti zero waste anche per quanto riguarda l’igene orale ( come georganics ).
Possiamo però dire con certezza che la sostenibilità non include la parola consumismo e si collega al concetto di minimalismo, abattendo totalmente i dogmi presenti nella cultura contemporanea. Ogni piccolo cambiamento alle nostre abitudini è fondamentale per la cura del ambiente, per il benessere del nostro pianeta e di noi stessi.

Lascia una risposta

AlphaOmega Captcha Artistica  –  Name the Artist