GUCCI fall/winter 16/17

Caterina de Medici e lo sport degli anni ’70.
E poi la couture italiana e francese dei primi anni ’80. E ancora i graffiti metropiltani dell’artista Trouble Andrew.
C’e tutto questo e molto di più in questa collezione Gucci che consacra, dopo solo un anno, Alessandro Michele come il designer più interessante del momento.
Dopo aver preso le distanze da chi lo accusa di ripescare dai mercatini vintage,
Michele che ha ridato nuovo splendore alla maison della doppia G, continua la sua personale visione calcando sempre più la mano su un’estetica,
che si è imposta sempre più in questi mesi diventando un vero e proprio stile.
Questa collezione Gucci è un accumulo di segni, di personali visioni, decontestualizzate, interrotte e riattivate, rizomatica forse, come  sottolineano le note di sfilata,
orizzontale nel suo proliferare, nel suo propagarsi, come un concetto che si diffonde in varie direzioni.
Come la moda del resto che nasce dalle contaminazioni in maniera eterogenea e disordinata.
Questa sfilata è geniale perchè richiama le altre stagioni della direzione di Michele senza copiarle ma rendendogli omaggio,
mixando il mixabile se fosse ancora possibile mixare qualcosa nell’immaginario dimicheliano.
Tutto è mescolato: il giorno con la sera, l’estate con l’inverno, la pelliccia e il velluto con lo chiffon, il nero con l’arcobaleno.
Quello che risulta invece più definito è il mix maschile femminile così tanto esplorato nelle passate stagioni e molto ridimensionato in questa.
Pochi i modelli uomini in passerella e quei pochi vestiti con impeccabili completi sartoriali, senza concessione ad accessori e colori.
Tante le uscite color block: tutto giallo, tutto rosa, tutto verde menta, bellissime.
Maxi righe marine mixate ad arcobaleni di chiffon, distese di paillettes che richiamano animali e fiori esotici. pellicce che, non abbastanza barocche, vengono impreziosite da giganti ricami di rigri sulla schiena.
Una lunghissima fila di modelle poco distanziate tra loro per non lasciare respiro agli occhi: non c’è modo di difendersi da questo turbine di colori e texture.
Non c’è soluzione di continuità, se ne rimane abbagliati.

Lascia una risposta

AlphaOmega Captcha Artistica  –  Name the Artist