Henri Cartier-Bresson “Immagini e Parole”

pubblicato in: 2013, Date, Events | 0
Il 31 Ottobre abbiamo preso parte all’innagurazione della mostra Henri Cartier-Bresson, “Immagini e Parole”, dedicata al fotografo francese Bresson presso gli appartamenti storici della Reggia di Caserta;
la mostra, vede l’esposizione di quarantaquattro fotografie, tra le più suggestive dell’artista.
Lui nasce nel 1908 a Chanteloup da una famiglia vicina al mondo dell’arte la quale, inevitabilmente, lo ha guidato alla pittura e al disegno.
Col passare degli anni ha scoperto la sua vera passione attraverso cui ha saputo coniugare arte e realtà fotografica, rivoluzionando completamente la fotografia del secolo:
una fotografia che ha permesso di osservare la realtà con occhio democratico.
Con uno sguardo sempre puntuale e profondo riusciva, infatti, a cogliere sia avvenimenti principali sia quelli di minore importanza, apparentemente insignificanti ma densi di vita.
Attimi decisivi che poteva catturare in quel modo nel momento in cui, come era solito affermare,“il fotografo mette sulla stessa linea il cuore, la mente e il cervello”.
Le sue fotografie ci raccontano i suoi innumerevoli viaggi in Asia, Italia e Spagna.
La mostra  Henri Cartier-Bresson, “Immagini e Parole” nasce come omaggio all’80esimo compleanno di Bresson, in onore di cui alcuni disegnatori, intellettuali, critici, fotografi o semplicemente grandi amici hanno commentato, con parole affettuose, le foto del grande maestro della fotografia.
La mostra, infatti, andrebbe vista tre volte: la prima per osservare le foto; la seconda per leggere e comprendere i commenti suggestivi dei fotografi e degli intellettuali; e la terza per contemplare le fotografie.
Una guida ci spiega l’intero percorso artistico di Bresson : dagli anni ’30 fino all’apice della sua maturità fotografica. Nel 1961 l’obiettivo di Cartier Bresson colpisce l’artista Giacometti mentre attraversa una strada parigina sotto la piaggia: in un istante sembra spiegarci l’intera storia dell’accaduto.
Numerosi, infatti, sono i personaggi illustri a cui è particolarmente devoto. Matisse, ad esempio, viene colto in due scatti: uno dove dipinge e l’altro mentre si rilassa nella propria dimora. I soggetti delle sue fotografie sembrano guardare sempre altrove.
L’artista fotografa il personaggio celebre o comune in azioni quotidiane e, quando quest’ultimo guarda l’obiettivo, sembra farlo in maniera del tutto naturale.
L’osservatore, in questo modo, ha la possibilità di presenziare alla scena senza averla mai vissuta.
Se si pensa poi che Bresson proviene da una famiglia di creativi, non si può escludere che pulsava di idee originali.
Una foto totalmente originale può essere rappresentata dai coniugi Curie: il fotografo ha aperto la loro porta di casa e li ha visti lì, insieme, esattamente come dovevano essere,scattando la foto ancor prima di salutare.
E, in seguito, ha rivelato “Se restai fingendo di continuare il lavoro, fu solo per buona educazione”. L’espressione che si manifesta in un attimo decisivo diventa elemento di riconoscibilità del proprio animo e si trasforma in ritratto.
Bresson è un ritrattista, ama entrare in contatto con le persone, come ha amato insegnare, ad intere generazioni, il fotoreportage. Il suo è un approccio documentario che si sofferma su scorci di eventi che vengono riportati così come sono accaduti senza critiche morali.
Sono avvenimenti che si fingono premunizioni come il bambino cieco, fotografato accanto a un muro, quasi come fosse incerto su cosa dovrà affrontare, senza sapere che da lì a poco sarebbe scoppiata una dolora guerra civile in Spagna.
O rappresentano scene che richiamano opere di grandi artisti come “Gli Ultimi Giorni di Kuomintang”, il quale ricorda alcuni aspetti del “Martirio di San Giovanni” di Caravaggio: la fotografia ritrae un uomo che guarda altrove fisso e un altro che mangia e fissa la sua ciotola. Il dinamismo dell’uomo che mangia rompe l’atteggiamento silenzioso dell’altro.
Ad ogni piccolo dettaglio Bresson ci mostra la sua grande manualità e le sue foto, che portano l’osservatore a soffermarsi anche su splendidi paesaggi, appaiono quasi come cartoline che danno l’impressione di toccare il tutto.
Osservare lì dove gli altri non possono vedere lo ha portato a guardare la vita sotto tanti punti di vista, non solo da quello fotografico.
Momenti, attimi e azioni, per quanto banali, possono rimanere immutati nel cuore, nella mente e nei ricordi.
La grandezza di un uomo, prima di tutto che di un professionista,sta proprio in questo, di non soffermarsi sull’apparenza e sull’effimero ma di andare oltre se si vuole dare un significato, un senso o un’emozione a ciò che ci circonda.
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