Cipriana dall’Orto

pubblicato in: Interview, Vip | 0

 

L’Experience Store di Donna Moderna è un’occasione unica nel suo genere. Da cosa nasce questa iniziativa?
L’iniziativa del L’Experience Store nasce dalla volontà di mettere il giornale in contatto diretto con le lettrici. Il giornale deve avere una valenza tridimensionale, ovvero, deve essere considerato un “brand cartaceo” attorno a cui ruotano le varie iniziative, sul web e sul territorio, in quanto c’è esigenza, da parte delle lettrici, di interagire con la nostra redazione, con chi offre consigli e con la moda. Hanno bisogno di sapere la verità e di avere una consulenza personalizzata. Vogliono essere ascoltate. Da qui nasce l’idea di portare in giro il giornale, di farlo vivere. Quest’anno, inoltre, abbiamo anche migliorato la struttura, che funziona benissimo e accoglie un’affluenza molto alta.
Che tipo di servizi vengono offerti durante questa iniziativa? Come avviene la selezione ai casting per “Donne Vere”?
L’angolo dedicato alla moda si divide in due settori: uno dedicato allo shopping con brand direttamente scelti da noi, appartenenti a diverse categorie merceologiche che illustrano i nuovi prodotti e propongono consulenza personalizzata; un altro dedicato ai casting. Donna Moderna ha rivoluzionato le tradizioni della moda sostituendo le modelle con donne comuni lanciando sul web e, sul territorio, dei casting per trovare le protagoniste dei nostri servizi di moda e di bellezza. La redazione selezionerà le possibili modelle del giornale, scelte anche durante l’anno delle quali, la più espressiva, diventerà il volto della copertina. In più verranno selezionate una ventina di partecipanti per la sfilata finale durante cui avranno l’opportunità di indossare abiti da sogno.
Visto che lei è favorevole ad una divulgazione della moda anche via web, cosa ne pensa del fenomeno delle fashion blogger? I social network potrebbero affiancare positivamente i giornali per la diffusione di una moda più democratica?
Sicuramente. Esiste da una parte la moda tradizionale, dunque la moda che fa “fatturati” ed è rivolta ad un pubblico di ceto più alto e dall’altra abbiamo la moda vera, democratica, rappresentata da tutte noi che la viviamo e la comunichiamo. Non ci sono dubbi a riguardo, i social network possono contribuire alla divulgazione di una moda più democratica e che può rappresentare, quindi, lo specchio della società.

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